Vorrei raccontare di un incontro che mi è capitato lo scorso 26 marzo e che si può sintetizzare in una sola parola, Serendipity.

Era una anonima domenica pomeriggio, il sole mi stuzzica dalla finestra di camera e mi ispira ad uscire per fare due foto approfittando della fantastica luce di inizio primavera e decido quindi di interrompere il mio lavoro di ricerca informazioni per l’organizzazione del viaggio che, il prossimo luglio, affronterò.

Prendo macchina fotografica , il libro di Tiziano Terzani ed esco senza una meta precisa.

In macchina la chitarra acustica, il ritmo dei “Kings of Convenience” mi trasmettono serenità e spensieratezza accompagnandomi sull’argine del fiume Secchia.

Appena sceso dalla macchina vedo poco lontano un uomo passeggiare, mi si stringe il petto.  Anche se sono passati molti anni lo riconosco immediatamente: io ero un ragazzino al primo stage lavorativo e lui il mio primo riferimento nel “mondo del lavoro”.

Poche settimane fa, a causa di un brutto incidente stradale avvenuto poco lontano da dove ora lavoro, avevo ripensato a lui dopo avere saputo che la persona coinvolta era sua moglie.

Mi turbò parecchio questo avvenimento, era l’ennesimo incidente fatale in quel maledetto incrocio.

Ricordo che ho riflettuto molto, pensando alla mia famiglia.

Ora mi sta venendo incontro e mi ritrovo spiazzato, quasi immobile, non sono bravo ad affrontare  queste situazioni.

Incrociamo lo sguardo.

“Ehi Mario ciao, mi riconosci?”

“Ma certo che ti riconosco, come va, cosa fai da queste parti?”

Mi dice che dopo l’incidente ha cominciato a fare delle passeggiate nei week-end per distrarsi,  mi propone di proseguire la camminata insieme e senza pensarci due volte inizio a camminare a fianco a lui.

Iniziamo a parlare anche se oltre alla passione comune per le moto non sappiamo molto l’uno dell’altro, infatti sono proprio le moto il nostro primo discorso. Racconta che mesi fa aveva adocchiato la Ducati Multistrada e proprio sua moglie gliel’aveva poi regalata poco dopo.

Il discorso inevitabilmente va ai “giri in moto”, ai viaggi e gli racconto dei miei, si stupisce per tutti quelli fatti finora, alla mia età, e mi confessa che anche lui da ragazzo avrebbe voluto viaggiare piu spesso.

Ai suoi tempi però la mentalità e le priorità erano altre:  trovare il lavoro fisso, comprare casa, costruirsi la famiglia.

Adesso voi siete più aperti, liberi, avete più possibilità, conoscete le lingue,  la tecnologia, volare è diventato semplice ed economico,  io alla tua età non mi sognavo neanche che potesse succedere tutto questo

Mi confida che gli piacerebbe tanto viaggiare ora, fare una crociera, magari visitare New York: ”ma non so una parola di inglese, non sono mai uscito dall’Italia! Dove vuoi che vada?”

Poi con un sorriso che gli apre il viso esclama:  “Però a giugno mi faccio un bel giro in moto nel Sud Italia, quello non me lo toglie nessuno!”

Continuando a parlare di viaggi, cedo, e mi viene spontaneo parlargli del mio progetto anche se è ancora in fase di studio e quasi nessuno ne è al corrente.

Lo stupore di Mario gli illumina gli occhi, ascolta entusiasto, curioso,  e mi lascio andare, sento il bisogno di parlarne, per me è troppo importante, sempre più difficile da contenere.

Intanto la nostra passeggiata ci ha riportati al punto di partenza, il sole sta calando e ci rendiamo conto che camminiamo ormai da un’ora e mezza, volata senza accorgercene.

Ci fissiamo negli occhi e una forte stretta di mano sottolinea le sue parole:  “grazie della passeggiata, spero di non aver stravolto i tuoi piani per il pomeriggio”

E con un’entusiasmo che mi lascia spiazzato:  “complimenti per il tuo progetto. Grande! In bocca al lupo! Spero che riusciamo a rivederci prima della tua partenza”.

Ci salutiamo ed entrando in macchina mi ritrovo a fissare il vuoto.

Mi vien da ridere pensando a quanto sia incredibile il fato.

Ero uscito di casa semplicemente per fare delle foto, rilassandomi leggendo qualche pagina di un libro, invece  mi sono imbattuto in una persona che non mi sarei mai aspettato di incontrare, lì, su quell’argine.

Una persona che come me aveva bisogno di confidarsi e di parlare in maniera sincera e spontanea.

Una persona che è riuscita ad emozionarmi, tirando fuori i miei pensieri e dandomi ancora più forza e determinazione nel proseguire il progetto spazzando via i  dubbi che ancora avevo.

Una persona che con la sua storia sembrava mi attendesse per lasciarmi un messaggio di cui farò tesoro:

Vai avanti, non fermarti, non avere rimpianti, non rinunciare ai tuoi sogni in cambio di una vita – tranquilla e confortevole ma che non ti appaga perché poi, la vita, decide lei, con il potere di stravolgere tutti i tuoi piani e non sempre ti da una seconda opportunità.

 Ogni volta che puoi, rendi unico il momento che  stai vivendo, non perdere occasioni, vivi.

La vita è oggi, la vita è ora”.

Grazie Mario! a presto!

Serendipity: indica la fortuna di fare felici scoperte per puro caso o di trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra.

I would like to tell you about the 26 of march, when I jumped into someone really special. An encounter that can be defined only with one word: serendipity.

It is an ordinary Sunday afternoon, the first spring sun is provoking me shining outside my bedroom’s window and suggesting me to go out and to take some picture with that amazing light. Therefore, I decide to interrupt my researches for the journey I planned to undertake in a few months, I take my reflex camera, the Tiziano Terzani’s book and I go out without any precise destination. The acoustic guitar and the rhythm of the Kings of Convenience are the background music till I reach the Secchia river, instilling in me serenity and light heartedness.

As soon as I get off the car I see a men walking alone not far from me and that view hurts  my soul. Even thought many years have passed by I immediately recognise him. I was just a little boy at my first internship and he has been my first “teacher”. Just a few weeks before it happened to me to think about him, since I found out that his wife was involved in a tragic car accident that happened near my workplace.  I felt really upset by this event, it was the umpteenth accident happening in that wretched  street. It made me pensive, it made me think about my family.

He is coming in my direction now, he catches me unprepared, I freeze ‘cause unfortunately I can’t manage this kind of situations. We gaze at each other.

“Hi Mario, do you recognise me?”

“Of course I do. How are you? What are you doing in here?”

He tells me that, since the day of the accident, he started to go for walks in the week end to distract his mind and he invites me to join him. Without thinking twice I follow him.

Even though the only thing we know of each other is that we both have a passion for motorcycle, we start talking. As a matter of fact, our first discourse is about motorcycle and he tells me that months ago he noticed a Ducati multi-road and that a few later his wife gifted him with that same Ducati. Inevitably we start to talk about trips on motorcycle, about travelling  and I begin to tell him about my journeys. He is astonished by how much I’ve already travelled at my age, he confesses me that he wanted to travel more when he was a boy, but at that time there were different priorities: find a stable job, buy a house, start a family.

Nowadays you’re more free, you have more possibilities, you know languages, you have new technologies, flying is cheaper. When I was your age I couldn’t imagine that something like this would have happened.

He confides to me that he really would like to travel, go on a cruise, maybe go to New York, but than he goes on: “I don’t even know a word of English, I never went out from Italy. Where can I go?”  But then, suddenly, with a smile that enlightens his face, he exclaims: “But in June I’m going on a journey in South Italy with my motorcycle! No one can discourage me from that!”

Continuing to talk about travelling I give up and with spontaneity I start to explain him my plans, even though they’re still just a project and almost no one knows about them.

The astonishment lights up Mauro’s eyes, he listens to me with enthusiasm and curiosity. I abandon myself to my explanation. I need to talk about this to someone, it’s too important and I can’t contain myself anymore.

In the meantime our walk has brought us back were we started, the sun is going down, an hour and half passed without us noticing it. We stare at each other, a spirited hand shaking underlying his words: “thank you for the walk, I hope I haven’t turned upside down your plans for today.” And with disarming enthusiasm he adds: “congratulations for your project! Cool! Good luck! I hope I’ll see you before you leave!”

We say good bye to each other, I get into my car and I stare at the space.

I laugh thinking about how incredible the fate is. I went out just for taking some nice pictures and read a few pages of a book and, instead, I jumped into the last person I expected to meet in there, on that bank river. A person that needed to confide his thoughts to someone as much as I needed. A person that needed to speak with sincerity and spontaneity.

A person that with his determination touched me, made me open up about my plans and instilled in me more strength and resolution in carrying on my project,  carrying away all my doubts.

It seems to me that he was waiting for me with his story, to leave me a message that I will treasure:

Carry on, don’t stop, have no regrets, don’t give up to your dreams for a calm and comfortable life that doesn’t satisfy you. Because in the end, it’s life herself that decides for you, that turns your plans upside down and that doesn’t always give you a second chance.

Every time you have the possibility, make unique the moment you’re living, don’t loose opportunities, live.

Life is today, life is now.”

Thank you Mario! See you soon!

Serendipity is the fate to made accidentally good discoveries or to find something you weren’t looking for, unexpected, while you were looking for something else.