La partenza da Cracovia, quando ero ancora a casa, me la immaginavo come una seconda, grande partenza.

Li mi sentivo come in famiglia nella camera di Davide, con i miei conquilini Roberto e Rocio su cui potevo fare affidamento.

 

Partendo, in un certo senso mi immaginavo di perdere un grande appoggio, un punto di riferimento, mi sbagliavo di grosso.

 

Quando sono partito da Cracovia non sapevo bene cosa aspettarmi dalle citta in cui avevo in mente di fermarmi, ma avevo una voglia pazzesca di scoprirlo.

 

Non mi ero fatto grossi programmi ne mi ero informato troppo, volevo farmi stupire e neanche con il senno di poi mi sarei aspettavo di rimanere tanto stupito da queste città.

 

Varsavia è piccola e mi avevano detto che non c’era neanche molto da fare ma in realtà io qualcosa da fare l’ho trovato.

 

Mi sono perso.

 

Inizialmente volevo raggiungere il centro storico a piedi, con 30 kg sulle spalle e senza google maps.

 

Mi sembrava un’ottima soluzione, ma dopo 1 metro e mezzo scoprii che non potevo avere idea peggiore.

 

Così dopo essermi perso e distrutto le gambe per un ora ho rettificato completamente i miei piani decidendo, finalmente, di optare per i mezzi pubblici.

 

Li funziona che puoi fare un biglietto dalla durata di 20 minuti, per ogni mezzo e prenderne quanti ne vuoi nella durata di quel tempo.

 

La situazione però, non sembrava migliorare, continuavo a perdemi.

 

L’unica differenza era che stavo viaggiando o su autobus o su tram.

 

Non so forse ero rincoglionito, ma non mi era ancora venuto in mente di chiedere a nessuno.

 

Dicevo “Ma dai, cosa vuoi che ci voglia per raggiungere il centro”

 

Eh Alle, te lo spiego un’altra volta

Comunque, il colpo di genio poi arrivò, chiesi informazioni.

 

Una ragazza polacca del posto, gentilissima, mi ha dato ottime indicazioni e mi ha addirittura accompagnato alla fermata dell’autobus successivo per accertarsi che prendessi quello giusto.

 

É stata molto gentile ma con questo ho capito che non solo sembravo rincoglionito, lo ero proprio.

 

Ad ogni modo, sono riuscito ad arrivare in centro, stremato, ma felice.

 

Qui mi aspettava una sopresa. Ci sono rimasto solamente per una decina di minuti credo ma li, esattamente sotto la statua centrale, c’era un violinista che suonava.

 

Ero stanco, ma, il tramonto che stava colorando di rosso le facciate degli edifici e le sue note, hanno reso quel momento magico, mi sono emozionato.

 

Senza dire una prola mi sono diretto alla stazione degli autobus.

 

Sono partito per Riga alle 9 di sera, stanco, certo del fatto che sarei crollato a dormire in pochi minuti.

 

Arrivato a Vilnius alle 5 di mattina, anche se il Bus era molto comodo e dagli spazi molto larghi non avevo chiuso occhio.

 

Scendendo, ho fatto conoscenza con una coppia di svizzeri che molto gentilmente mi hanno offerto la colazione

 

É stato un piacere conoscerli ma poco dopo sono partito sull’autobus per Riga.

 

Qui ero sufficentemente stanco e quasi dormito tutto il viaggio su questi bus comodissiimi.

 

 

 

Arrivato a Riga mi ha accolto un piacevole freschino e, poso dopo è arrivata a prendermi la ragazza che mi avrebbe ospitato in couchsurfing

 

Non avevo mai usato questa applicazione in tutti questi anni ed è stato un grosso errore.

 

Annija mi ha accompagnato subito a jurmala, che è una piccola città di mare che una volta era solo per pescatori, ma che da qualche anno è diventata la meta per eccellenza di benestanti e russi, sopratutto russi.

 

Non avrei mai pensato di finire al mare, a RIga, tra l’altro nel mar baltico, che è il mare con meno concentrazione di sale al mondo.

 

Dopo aver visitato questa piccola cittdina di mare popolata da russi, ci siamo spostati nel centro storico di Riga.

 

Come vi avevo detto non avevo grosse aspettative, ma se Cracovia mi aveva sorpreso, Riga mi ha sbalordito.

 

Essendo stato un grande punto di riferimento portuale, Riga ha subito influenze, Russe Francesi, Svedesi, Polacche, Italiane e ovviamente Lettoni

 

É un concentrato di tante diverse influenze artistiche che ti stupiscono continuamente ad ogni angolo.

 

Ho passato solo 2 giorni a Riga ma ho avuto la fortuna di assistere al pre- concerto dei 100 anni della lettonia che si svolgerà il prossimo anno.

 

I lettoni da generazioni, si tramandano la cultura del canto.

 

Cantano in coro, in lettone, canzoni folks tradizionali indossando vestiti tipici e ci sono varie scuole che insegnano questi tipi di canti ai giovani.

 

Annija mi ha spiegato che anche i Lettoni che vivono all’estero ci tengono ad imparare a cantare le proprie canzoni e negli stati uniti vi è perisno una scuola per poter continuare questa tradizione pur non vivendo piu nel proprio paese.

 

 

 

Insomma, sono stati 4 giorni di spostamenti in cui ho imparato una cosa importante.

 

 

 

Non c’è cosa migliore che ti possa capitare in un viaggio, che conoscere una persona del posto disposta a raccontarti e farti visitare la propria città.

 

33 hours on a bus

When I was at home, I imagined leaving Krakow would have been as a second, big departure.
There, in Davide’s room, I felt like in family, with my two flat mates Roberto and Rocio, that I could count on.
I imagined that somehow leaving would have been like loosing a big support, an anchor, but I was totally wrong.

When I left from Krakow I didn’t really know what to expect from the cities I decided to stop by, but I was dying to find out.
I didn’t have huge plans, neither I’ve read much about those cities, because I wanted them to surprise me. However, in hindsight I didn’t expect to remain so amazed.

Warsaw is small and I was told there wasn’t really much to do but, actually, I found something.
I got lost.
At the beginning I wanted to reach the city center on foot, with 30 kilos on my shoulders and without Google Maps. I thought it was the perfect solution, but after a meter and a half I realized I couldn’t have had a worst idea.
Thus, after I got lost and destroyed my leg for an hour, I changed my plans and I finally decided to use public means of transport.
There, in Warsaw, you can buy a ticket that lasts 20 minutes and, in that period of time, you can use every means of transport you want.
However the situation wasn’t getting better, I kept getting lost.
The only difference was that I was travelling on a bus or tram.
I don’t know, maybe I was gone gaga but I didn’t thought to ask somebody, yet.
I thought “c’mon, it’s not that hard to reach the center”
..eh Alle, I’ll tell you next time.

Anyway, the stroke of genius arrived and I asked for information.
A Polish girl, very kind, gave me perfect directions and she even accompanied me to the bus stop to be sure I caught the right one.
She has been really kind, but in that moment I realized I didn’t look like I was gone gaga, I really was.
In any case I managed to reach the center, exhausted but happy.

Here there was a surprise waiting for me.
I stopped only for ten minutes more or less, but there, precisely under the central statue, there was a violinist playing.
I was tired, but the sunset that was coloring in red the house facades and his notes, made that moment pure magic and I was touched.

Without a word I head up to the bus station.
I left for Riga at 9 p.m., tired and sure I would have fallen asleep in no time.
I arrived in Vilnius at 5a.m and, even thought the bus was really comfortable with huge spaces I didn’t sleep a wink.
Going down from the bus I met a couple from Switzerland that, very kindly, offered me the breakfast.
It has been a pleasure to meet them, but soon after breakfast I left on the bus for Riga.
Here I was enough tired to almost sleep the whole journey on this very comfortable bus.

In Riga welcomed me a pleasant chilly and soon after the girl that would  have hosted me in couch surfing arrived.
I’ve never used this app in all those years and it has been a huge mistake.
Annija immediately took me to Jurmala, a little sea town, once populated only by fishermen, but that since some years became the par excellence destination of wealthy people and Russians, particularly Russians.
I never thought I’d end up at the sea in Riga, in the Baltic Sea which, by the way, is the sea with the lowest salt concentration of the whole world.

After having visited this small sea town, full of Russians, we moved to Riga’s old town.
As I already told you, I didn’t have huge expectations, but if Krakow surprised me, Riga astonished me.
Having been an important harbor landmark, Riga was subject to Russian, French, Swedish, Polish, Italian and, of course, Latvian influences.
It’s a concentrate of many diverse artistic influences that constantly surprise you in every corner.
I spent only 2 days in Riga, but I had the luck to attend the pre-concert for the 100th anniversary of Latvia, that will be hold next year.
Latvian, since generations, pass on a sing culture.
They sing in choir, in Latvian, folk songs, while wearing traditional clothes and many schools teach to the young these songs.
Annija told me that also Latvians who live abroad want to learn and sing their folk song and in the U.S. there is a school where you can continue this tradition, even though you’re not living in your own country anymore.

So, they’ve been 4 days of movement in which I learned one important thing.

During a journey there’s nothing better than having the chance to meet a local, willing to tell you about his city and to show it to you.