Dopo le mille mila ore di viaggio in autobus e infinita attesa nella frontiera di Luhamaa, (che pronuncio come se fosse un urlo vichingo) confine tra Estonia e Russia, sono finalmente arrivato a Mosca, la prima città extraeuropea di questo giro del mondo.
Ammetto che ero un po preoccupato.
Qui qualsiasi cosa è scritto in cirillico e non sapevo bene come fare perchè, come non so volare, non so nemmeno il Russo.
Ad ogni modo ero sicuro che una maniera per saltarci fuori l’avrei trovata ed infatti è stato così.
I Russi hanno la nomea di essere un po’ rudi e scontrosi, ma in realtà in questa città, ho trovato tutt’altre persone.
Non ho neanche fatto in tempo ad uscire dall’autobus, che una ragazza Russa che sapeva l’inglese mi ha accompagnato in stazione e indicato quale metro e quale fermata in cui scendere.
É vero, delle volte sono rudi, ma se ci si riflette un’attimo le persone anziane e non, come in tutti i posti del mondo, hanno ancora una mentalità piuttosto “antica”.
Vedendo un turista che arriva tutto di fretta e gli inizia a parlare inglese spesso li spaventa.
La differenza linguistica qui è molto accentuata e la maggior parte delle reazioni sono risposte in russo incomprensibili (sperando che non mi abbiano mandato a cagare) con successivo rifuito di aiutarti.
Questo però non deve far pensare che i Russi siano tutti così, anzi.
Provate ad immedesimarvi in loro: non sapete una parola di nessun’altra lingua ed avete avuto un passato per così dire “rigido”, come reagireste?
Comunque anche per questo, che per alcuni può sembrare un problema c’è una soluzione: sapere qualche parola in russo.
Non importa se la pronunciate bene o male, l’importante è provarci e la reazione ad un saluto (Zdravstuitie), o un Grazie (Spasiba) è sempre ricambiata con un sorriso e con tanta voglia di aiutarvi.
Bisogna sempre cercare di adattarsi, per quanto possibile, agli usi e alla lingua del posto in cui si è, non è giusto pretendere di essere capito ovunque solamente in inglese (anche se indubbiamente è fondamentale)
Fino ad ora quindi i Russi mi han fatto una buonissima impressione.
Un’altra cosa che ho imparato della russia è che, essendo un continete immenso, gli stessi russi visitano Mosca.
Giuro, non ho conosciuto turisti al di fuori di una coppia di italiani che gentilissimi mi hanno mostrato il quartiere Moscow City (la città moderna) e con cui ho passato una bellissima serata. Se state leggendo, vi ringrazio tantissimo.
La conseguenza comunque è stata che ho conosciuto solo Russi (quante volte ho detto russi) ed è stato fondamentale.
Ho potuto conoscere piu a fondo questa città imperiale e maestoso che racchiude in se tante curiosità e storia da scoprire in ogni angolo.
Ancora una volta, le persone hanno fatto la differenza, rendendo positiva questa mia fermata qui a Mosca
Stanotte però, sarà gia tempo di spostarsi verso l’estremo Est, ad Irkutsk.
Prenderò il mitico treno della Transiberiana che collega San Pietro Burgo con Vladivostock e attraversa quasi 11 fusi orari.
Saranno 3 giorni di treno in cui spero di aver buoni compagni di cabina e di non bere troppa Vodka.
Ci vediamo quindi alla prossima fermata, ci vediamo a Irkutsk.

Москва and the Russians

After a zillion of hours spent on a bus and the infinite wait at the Luhamaa border (that I pronounce as if it’s a Viking shout), boundary between Estonia and Russia, I finally arrived in Moscow, the first extra-European city of this journey around the world.

I must say I was a bit worried.

Here everything is written in Cyrillic and I didn’t really know what to do because, as I don’t know how to fly, I don’t even know Russian.

Anyway I was sure I would have find out how to handle it and so it has been.

Russian are usually considered to be rude and bad-tempered, but actually I met a completely different kind of people in this city.

As soon as I came out from the bus, a Russian girl who knew English, accompanied me to the metro station, showed me the metro to pick and where I should have stopped.

It’s true, sometimes they’re rude, but thinking about it, the olds and not only, like everywhere around the world, use to still have an ancient mentality.

Seeing a tourist, which arrives in a hurry and starts to speak English, use to scare them.

The linguistic difference is really marked and the majority of reactions are answers in Russian, incomprehensible (hoping they didn’t tell me to screw off) and the following unwillingness to help you.

This, however, must not let think that all Russians are like that, on the contrary.

Try to put yourself in their shoes: you don’t know a single word of any other language and you’ve had, so to speak, a rigid past, how would you react?

Anyway, even thought this might seem a problem for someone, there’s a solution: learn some Russian word.

It doesn’t matter whether you pronounce them well or not, the important thing is to try and a greeting (Zdrvstujte) or a thanks (Spasibo), is always returned with a smile and the desire to help you.

It’s always important to try to adapt, as much as possible, to the customs and language of the place where you are. It’s not fair to always pretend to be understood in English (though , of course, it’s fundamental).

Therefore, up to now, Russians have made a good impression.

I’ve also learned that, since Russia is a huge country, the same Russians visit Moscow.

I swear I haven’t met tourists, a part from a couple of Italians that, very kindly, showed me Moscow City (the modern part of Moscow) and with whom I spent a very pleasant night. If you’re reading, thank you so much.

However, as a consequence, I met only Russians (how many time did I say Russians?) and it’s been fundamental.

I had the chance to know more deeply this imperial and majestic city, which has a lot of curiosities and history to discover in any corner.

Once again, people made the difference, making positive this stop here in Moscow.

Tonight is already time to leave for the Far East, for Irkutsk.

I’m going to take the legendary Trans Siberian Train, which connect Saint Petersburg to Vladivostok and cross almost 11 time zones.

They’re going to be 3 days, during which I hope to have nice cabin mates and to not drink too much vodka.

See you at the next stop then, see you in Irkutsk.